"C'est la confiance": l'esortazione di Papa Francesco su Teresa di...
"C'est la confiance" è un'esortazione apostolica di Papa Francesco sulla fiducia nell'amore misericordioso di Dio, scritta in occasione del 150° anniversario della nascita di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, patrona delle missioni.
Questo articolo analizza alcuni insegnamenti che possiamo trarre da questa esortazione. Al termine di questa lettura, ti invitiamo a consultare la nostra guida ai Santi.
L'esortazione apostolica "C'est la confiance" è strutturata in 4 capitoli, che comprendono 53 numeri. Cosa possiamo imparare da essa? Lo scoprirai qui di seguito.
Sommaire
Primo capitolo: "Gesù per gli altri"
Il primo capitolo di questa esortazione è intitolato "Gesù per gli altri". Copre i numeri da 7 a 13.
In particolare, possiamo vedere che :
- Gesù era il centro della vita di Santa Teresa: nel suo nome di suora, voleva che apparisse, oltre a ricordare il mistero dell'Incarnazione, da cui il suo nome "Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo" (n. 7)
- Teresa voleva fare della sua vita un atto d'Amore a immagine di Gesù, tanto che nella sua cella era inciso "Gesù è il mio unico amore". (n. 8)
- Lo spirito missionario di Teresa è evidenziato nei numeri da 9 a 11. Il numero 9 ci ricorda, attraverso la sua storia, che "ogni incontro autentico con Cristo " richiede una missione. (n. 9). Ella definiva la sua missione come segue: "In Cielo desidererò la stessa cosa che in terra: amare Gesù e farlo amare". Inoltre, i suoi scritti dimostrano che è entrata al Carmelo "per salvare le anime". Il numero 9 spiega perché è "Patrona delle Missioni, Maestra di Evangelizzazione": "Lei condivideva l’amore misericordioso del Padre per il figlio peccatore e quello del Buon Pastore per le pecore perdute, lontane, ferite." (n. 9). Al numero 10, Papa Francesco ama ricordare il modo di Teresa di "intendere l’evangelizzazione per attrazione, non per pressione o proselitismo." Ad esempio, in Storia di un'anima, diceva: "Attirami, noi correremo all’effluvio dei tuoi profumi".
- Teresa voleva davvero essere una cosa sola con Gesù. Il numero 12 ci ricorda una delle sue preghiere: "Ecco la mia preghiera: chiedo a Gesù di attirarmi nelle fiamme del suo amore, di unirmi così strettamente a Lui, che Egli viva ed agisca in me" (n. 12).
Secondo capitolo: "La piccola via della fiducia e dell'amore"
Il secondo capitolo, intitolato "La piccola via della fiducia e dell'amore", comprende i numeri dal 14 al 29. I punti salienti sono i seguenti:
- La piccola via, chiamata anche "via dell'infanzia spirituale", è una delle più grandi scoperte di Teresa, che dimostra che "tutti possono seguirla, in qualunque stato di vita, in ogni momento dell’esistenza." (n. 14). Descrive questo percorso in Storia di un'anima: "Nonostante la mia piccolezza, posso aspirare alla santità. Farmi diversa da quel che sono, più grande, mi è impossibile: mi devo sopportare per quello che sono con tutte le mie imperfezioni; ma voglio cercare il modo di andare in Cielo per una piccola via bella dritta, molto corta, una piccola via tutta nuova" (n. 15).
- Teresa usa l'immagine di un ascensore per descrivere questo cammino, mostrando che dobbiamo rimanere piccoli e chiedere aiuto a Gesù: "L’ascensore che mi deve innalzare fino al Cielo sono le tue braccia, o Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, anzi bisogna che io resti piccola, che lo diventi sempre di più" (n. 16).
- Papa Francesco ci ricorda che "la dolce via dell'amore " è "aperta da Gesù ai piccoli e ai poveri, a tutti" ed è "la via della vera gioia" (n. 17).
- Attraverso la vita di Teresa, il Papa ci ricorda anche che non possiamo contare sui nostri meriti, ma solo su Dio, perché siamo "giustificati gratuitamente dalla grazia santificante".
- Riporre la nostra fiducia "fuori di noi stessi, nell’infinita misericordia di un Dio che ama senza limiti e che ha dato tutto nella Croce di Gesù" è un'altra idea che viene evidenziata nel n. 20 di questa esortazione.
- Teresa insiste in particolare sull'importanza per ogni persona di lasciarsi condurre da Dio "per giungere in cima" (n. 21).
- Teresa ci ricorda che la fiducia deve abbracciare tutta la nostra vita, che lei chiama anche un santo "abbandono".
Il numero 24 dell'esortazione ci invita a liberarci da ogni ansia e paura, ricordandoci, tramite Teresa, che "Se siamo nelle mani di un Padre che ci ama senza limiti, questo sarà vero qualunque circostanza accada, potremo andare avanti qualsiasi cosa succeda e, in un modo o nell’altro, si compirà nella nostra vita il suo progetto di amore e di pienezza" (n. 24). - Anche il nome di questa esortazione è giustificato dalla fiducia illimitata di Teresa in Dio: "La fiducia che deve condurci all'Amore" (n. 27).
Terzo capitolo: "Sarò l'amore"
Il terzo capitolo, intitolato "Sarò l'amore", copre i numeri da 30 a 45. In particolare possiamo conservare le seguenti idee:
- La carità è un atteggiamento personale di amore: avendo la certezza dell'amore di Gesù per lei, Teresa "vuole corrispondere all’amore di Gesù, rendergli amore per amore" (n. 31).
- La carità è vissuta da Teresa "nelle cose più semplici dell’esistenza di ogni giorno". Per questo, si è affidata in particolare alla Vergine Maria, che "è stata la prima a vivere la “piccola via” in pura fede e umiltà" (n. 36).
- Anche la carità è descritta come la chiave della sua vocazione: "O Gesù mio Amore…, la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’Amore!" (n. 39).
- La carità ci ricorda il posto che Gesù ha occupato nella Sua vita come servo (n. 40).
- Amare Gesù e farLo amare, con una preoccupazione per le anime, è l'idea ripresa al n. 43 di questa esortazione. Per esempio, la Santa ha detto: "Conto proprio di non restare inattiva in Cielo: il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime", da cui l'espressione "pioggia di rose".
- La fiducia è ricordata nell'ultimo numero di questo capitolo: "È la fiducia che ci conduce all’Amore e così ci libera dal timore, è la fiducia che ci aiuta a togliere lo sguardo da noi stessi, è la fiducia che permette di porre nelle mani di Dio ciò che soltanto Lui può fare." (n. 45).
Quarto capitolo: "Nel cuore del Vangelo"
Il quarto e ultimo capitolo si intitola "Nell cuore del Vangelo" e comprende i numeri dal 46 al 53. Qui Papa Francesco ci ricorda che il cuore del Vangelo è un'altra cosa.
- Qui Papa Francesco ci ricorda l'importanza di proclamare "la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto" (n. 47).
- La carità costituisce "il centro della morale cristiana [...] che è la risposta all'amore incondizionato della Trinità." (n. 48).
- Attraverso la sua vita, Teresa ci ricorda "la bellezza di fare della vita un dono". Inoltre, sottolinea la radicalità evangelica, il cammino dell'umiltà, l'importanza della carità nella cura degli altri, la semplicità, la fiducia e l'abbandono, e infine ci invita a un "uscita missionaria" (n. 52).
- Teresa rimane oggi "più viva che mai in mezzo alla Chiesa in cammino, nel cuore del Popolo di Dio" (n. 53).