Che cos'è la contemplazione?
Vi siete mai meravigliati davanti a un magnifico tramonto? Davanti a tutte quelle sfumature di colore, così vivide e morbide allo stesso tempo? Vi siete mai chiesti da dove provenga tutta questa indescrivibile e inafferrabile bellezza
Tutti noi, nel corso della vita, abbiamo sperimentato la contemplazione: può trattarsi di contemplazione mistica, contemplazione della natura, contemplazione filosofica o contemplazione di Dio. Alcuni le attribuiscono grande importanza, come i cristiani praticanti che la considerano una forma di preghiera meditativa, mentre altri la praticano senza nemmeno rendersene conto.
Alcuni momenti della nostra vita sono particolarmente favorevoli alla contemplazione, come la nascita del primo figlio, il completamento di un lungo progetto o semplicemente una passeggiata nella natura. Tutti partecipiamo a questa attività della mente, ma non sappiamo necessariamente da dove provenga o quale sia la sua definizione precisa.
Sommaire
"La contemplazione è il linguaggio dell'anima, una conversazione silenziosa con l'universo e con Dio" - Plotino
Definizione di contemplazione
Significato filosofico
Dal greco theôrô (θεωρία), che significa "guardo, contemplo", la contemplazione è un atto della mente: una considerazione attenta e profonda di una realtà, sia materiale (attraverso la contemplazione concreta di un essere o di una cosa) sia spirituale (attraverso la contemplazione astratta di idee intellettuali o religiose).
La contemplazione può coinvolgere i nostri sensi, in particolare attraverso la contemplazione di realtà visibili (natura, arte, ecc.), ma anche la nostra intelligenza attraverso la contemplazione di idee universali e realtà invisibili, come il principio della Bellezza.
Nella contemplazione filosofica, la mente medita su una determinata realtà e, una volta raggiunta la comprensione, contempla quella verità.
Nella meditazione, la mente cerca; nella contemplazione, la mente ammira.
Questo atto della mente rappresenta quindi il punto d'arrivo della riflessione interiore e della meditazione profonda su un determinato argomento. Sulla terra, questa attività è possibile solo per l'uomo, in quanto essere dotato di razionalità e capace di rivolgersi al principio primo di tutte le cose: Dio.
Significato religioso
La contemplazione e la meditazione sono molto valorizzate anche nelle varie religioni del mondo. Il buddismo, e tutte le religioni dell'Estremo Oriente, attribuiscono grande importanza alla vita contemplativa, in particolare alla ricerca del "nirvāṇa" attraverso i "Sūtra delle contemplazioni" (metodi di meditazione). Allo stesso modo, nell'islam, i fedeli sono invitati ad assumere un atteggiamento contemplativo nei confronti della creazione di Allah, dei suoi segni divini e delle sue opere, con lo scopo di purificare il proprio cuore.
La tradizione cristiana parla invece della contemplazione come di un modo per "gustare nel cuore e sperimentare nella mente la potenza della presenza divina e la dolcezza della gloria celeste" (Philippe Ribot, L'Institution des premiers moines).
Nel cristianesimo, la contemplazione è considerata una vera e propria forma di preghiera, come la preghiera di Gesù, la preghiera contemplativa o l'adorazione eucaristica. Contemplare significa lasciarsi riempire, con tutto il proprio essere, dalla presenza di Dio.
Che cosa cerchiamo quando contempliamo?
Quando la nostra anima contempla la bellezza presente in qualcosa, che cosa sta realmente contemplando? La bellezza universale presente in essa? O l'Autore della bellezza stessa? In realtà, l'uomo contempla perché riconosce in qualcosa o in qualcuno qualcosa di degno di ammirazione. Molti di noi restano affascinati dalla bellezza di un tramonto o dal profumo delicato delle rose.
Nella religione cristiana, la natura è opera della creazione di Dio Padre, quindi tutti gli esseri viventi possono essere oggetto di contemplazione. Dio ha posto il creato a disposizione dell'uomo perché contribuisca alla sua felicità.
Inoltre, grazie alla misericordia donataci da Gesù, i cristiani sono invitati a contemplare il volto di Cristo presente in ogni persona. Attraverso questa ricerca della bellezza, ci avviciniamo all'origine del bello, del buono e del vero: Dio Padre.
Contemplazione e filosofia
Per i filosofi greci la contemplazione delle realtà visibili permetteva di partecipare a idee universali come il Vero, il Bello e il Buono. Secondo la saggezza antica, la contemplazione delle idee rappresenta la vita più nobile dell'uomo. Aristotele parlava della contemplazione come di una partecipazione alla vita divina.
È interessante notare che per il filosofo e teologo san Tommaso d'Aquino la contemplazione non è soltanto un'attività intellettuale che conduce alla conoscenza delle cose, ma soprattutto un percorso di conoscenza della natura divina, che porta alla conoscenza di sé e della provvidenza divina. La contemplazione permette inoltre di avvicinarsi ai misteri della fede, che non sono accessibili alla sola intelligenza umana, ma richiedono l'aiuto della grazia divina.
Contemplazione e spiritualità
Nelle tradizioni spirituali orientali
Nella pratica dello yoga, diffusa nelle religioni dell'Estremo Oriente come il buddismo e l'induismo, troviamo le ultime tre fasi dell'aṣṭāṅga-yoga:
- dharana: la concentrazione dei sensi su un oggetto,
- dhyāna: uno stato di concentrazione raggiunto attraverso l'attenzione continua, rivolta verso se stessi,
- samadhi : il culmine della pratica, che designa uno stato di unione con il "divino" interiore. Quest'ultima fase si avvicina maggiormente alla definizione occidentale di contemplazione.
Nella tradizione cristiana
Fin dai primi secoli della Chiesa, molti fedeli abbandonarono le loro abitudini per dedicarsi alla vita contemplativa. Questi fedeli si organizzarono in ordini contemplativi come i Padri della Chiesa nei primi secoli, i Benedettini nel VI secolo e l'ordine dei Certosini nell'XI secolo. All'interno di queste comunità la contemplazione divenne una forma di preghiera centrale, capace di coltivare un rapporto cuore a cuore con Dio. La contemplazione è vista come un luogo di riposo in Dio, dove l'intelletto e l'anima concentrano la loro attenzione sulla presenza di Dio. Questo concetto, simile alla meditazione, è inseparabile dalla vita cristiana, poiché il credente trova in Dio il riposo della propria anima e la speranza della risurrezione.
"La gloria di Dio è l'uomo vivente, e la vita dell'uomo è la visione di Dio", diceva sant'Ireneo, Padre della Chiesa.
La contemplazione secondo la Chiesa
La Chiesa cattolica definisce la contemplazione come segue: "Meditazione profonda in cui l'anima è raccolta e immersa in Dio. La dimensione contemplativa è l'apertura del cuore nasce dall'amore e tende all'Amore... La contemplazione è necessaria nella vita di ogni cristiano affinché le sue azioni riflettano il suo amore per Dio...".
Anche se non appare esplicitamente nella Bibbia, la nozione di contemplazione è presente molte volte nelle Sacre Scritture. Contemplare Dio o qualcosa della Sua presenza nella creazione significa partecipare alla sua Gloria.
Come cristiani siamo invitati a contemplare l'immagine di Cristo presente in ogni persona che incontriamo. Gesù stesso, infatti, mostra nella sua vita un atteggiamento di carità e misericordia verso tutti. Ogni volta che incontriamo qualcuno, potremmo chiederci: dove si manifesta Dio in questa persona?
Anche se non è sempre facile praticare la contemplazione nel mondo moderno, possiamo trovare in essa non solo un rifugio, ma anche un cammino verso Dio Padre. Esistono molte forme diverse di preghiera contemplativa, dalla contemplazione della natura alla contemplazione dell'arte. La contemplazione è anche uno dei frutti della spiritualità ignaziana. La meditazione/contemplazione carmelitana, sviluppata da san Giovanni della Croce e santa Teresa d'Avila, rappresenta una delle forme più profonde della meditazione cristiana.