Il metodo Vittoz: un aiuto all'interiorità

Il metodo Vittoz, che prende il nome dal suo fondatore, il dottor Roger Vittoz, uno dei pionieri della psicosomatica, è una terapia a mediazione corporea. Sebbene le sue prime applicazioni siano state di tipo terapeutico, oggi viene proposto a chiunque cerchi una maggiore armonia, precisione e consapevolezza nella vita quotidiana. Ciò che sorprende è che, oltre a migliorare il nostro benessere, questo metodo - attraverso esercizi semplici e accessibili a tutti - si sta rivelando un interessante supporto alla preghiera e alla meditazione. Perché e come questo metodo può prepararci all'incontro cuore a cuore con Dio?

Che cos'è il metodo Vittoz?

Il metodo Vittoz è un metodo psicocorporeo che aiuta le persone ad accettare meglio la realtà attraverso una maggiore presenza con se stessi, le proprie sensazioni e una più accurata consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie azioni.

Chi era Roger Vittoz, fondatore del metodo Vittoz?

Il dottor Roger Vittoz, medico svizzero nato nel 1863 e residente a Losanna, si specializzò nei disturbi nervosi. Per un certo periodo praticò l'ipnosi sui suoi pazienti, ma smise quando si rese conto che i risultati non erano duraturi, poiché il paziente rimaneva passivo e inconsapevole.

Sviluppò quindi un proprio metodo, basato sulla propria esperienza e sulla ricerca neurofisiologica, che si concentra sull'atto cosciente. In questo si differenziava dal suo contemporaneo Sigmund Freud, che lavorava sull'inconscio. Il dottor Vittoz voleva aiutare i suoi pazienti consentendo loro di sviluppare e rieducare il controllo cerebrale e quindi di ritrovare un senso di unità, vivere nel momento presente e tornare a essere pienamente coinvolti nella loro vita.
Nel suo libro Trattamento delle psiconevrosi con la rieducazione del controllo cerebrale, pubblicato nel 1907, afferma : "Il mio scopo principale è quello di mostrargli, per quanto possibile, perché è malato e come può curarsi". 

L'intuizione del dottor Vittoz, oggi confermata dai progressi delle neuroscienze e della risonanza magnetica funzionale in particolare, è la vibrazione cerebrale. Questa vibrazione o onda emessa dal cervello riflette il funzionamento cerebrale e lo stato psichico del paziente attraverso il suo movimento, la sua ampiezza, il suo ritmo, ecc. Ascoltandola, si possono percepire le disfunzioni e lavorare su di esse. "La mia esperienza personale mi ha dimostrato, contrariamente all'opinione comune, che la mano, con un certo allenamento, (...) può dare indicazioni sufficientemente precise sullo stato mentale del paziente." (Trattamento delle psiconevrosi con la rieducazione del controllo cerebrale).

L'approccio umanistico del metodo abbraccia l'individuo in tutte le sue dimensioni (psichica, mentale, emotiva, fisica), lo tratta come soggetto (anziché come oggetto) e mira a una vita più libera e consapevole. È radicata nella personalità di Roger Vittoz, educato alla fede protestante, in una famiglia con alti valori morali, reso consapevole fin da piccolo della dimensione psichica della sofferenza e profondamente cristiano, pur rimanendo sempre discreto sulla sua fede.

La signora Vittoz ricorda "un'intensa vita interiore di cui era molto discreto ma che irradiava da lui, un lavoro coscienzioso e talvolta molto duro su se stesso per sperimentare personalmente la sofferenza degli altri. Era un maestro di questa perfetta padronanza di sé." (Prier avec la méthode Vittoz (pregare con il metodo Vittoz) di Mireille Lecourtier, edizioni Emmanuel).

Quali sono le basi del metodo Vittoz?

Il metodo Vittoz è un approccio fenomenologico in cui i pazienti sperimentano le loro funzioni cerebrali attraverso esercizi sviluppati dal dottor Vittoz. Questi  semplici esercizi, se ripetuti, aiutano a rafforzare il controllo cerebrale. Possono essere eseguiti facilmente in qualsiasi contesto per migliorare la presenza, il rilassamento, la concentrazione e l'energia.
La neuroplasticità del cervello permette di creare nuovi circuiti neuronali o di riattivare connessioni inutilizzate, sostituendo le cattive abitudini con quelle buone.

Il metodo Vittoz si basa su due dimensioni:

  • la ricettività, attraverso approcci psico-sensoriali, per accogliere con maggiore precisione le nostre sensazioni, abbracciare il momento presente ed essere presenti a ciò che è.
  • l'emissività, attraverso un lavoro sulla concentrazione e sulla forza di volontà, e quindi una più accurata consapevolezza delle nostre azioni.

Un cervello che funziona bene è uno che dimostra una buona "respirazione cerebrale", cioè che bilancia queste due funzioni di ricettività ed emissività.

I terapeuti Vittoz, attraverso l'ascolto delle vibrazioni cerebrali del paziente (che un terapeuta Vittoz addestrato percepisce appoggiando la mano sulla spalla del paziente), sono in grado di diagnosticare disfunzioni cerebrali e suggerire esercizi appropriati. Inizialmente eseguiti con il terapeuta, possono poi essere praticati dal paziente da solo quando ne sente la necessità.

Quali sono i benefici del metodo Vittoz?

Sebbene il metodo Vittoz sia stato sviluppato per scopi terapeutici e sia stato introdotto per aiutare le persone con disturbi nervosi, oggi è aperto a chiunque desideri una maggiore armonia nella propria vita e una maggiore unità nel proprio essere.

"Il miglior musicista non può suonare le note giuste su un pianoforte stonato." (Roger Vittoz).

Perché permette di rilassarsi profondamente, di frenare il vagabondaggio cerebrale, di allontanarsi dai pensieri negativi e perché porta alla luce la relazione tra il corpo, la mente e le emozioni, è particolarmente indicato per chi soffre di stress, ansia, dipendenze o mancanza di concentrazione.

Possiamo sentirne i benefici concreti nei nostri problemi di sonno, concentrazione, memoria, sessualità, alimentazione, ecc.

Abbracciando la realtà, essendo più consapevoli di ciò che accade dentro di noi, del nostro ambiente e delle azioni che compiamo, diventiamo più aperti alla vita e al modo in cui vogliamo viverla.

Per citare Ghislaine Prouvost, terapeuta e formatrice Vittoz, il metodo Vittoz è "un percorso di vita. C'è sempre più vita quando si abita pienamente ciò che si ha da vivere, le relazioni, se stessi, e quando si è disposti a fiorire dove si è piantati".

Come il metodo Vittoz può aiutarmi nella preghiera o nella meditazione?

Il vescovo francese Monsignor Rey ha scritto la seguente prefazione al libro di Mireille Lecourtier, Prier avec la méthode Vittoz (Pregare con il metodo Vittoz): "L'ambito psicologico, quando non è in pace, può essere fonte di una sensazione di aridità nella preghiera. Il metodo Vittoz, che riprende molti punti della saggezza dei Padri della Chiesa, aiuta ad alleviare gli effetti delle nostre preoccupazioni". 

Il metodo Vittoz resta un metodo, uno strumento: non è preghiera. "Il metodo Vittoz non ha nulla a che fare con la magia, l'occultismo, l'esoterismo o tutto ciò che vediamo nella New Age. L'idea non è quella di sostituire Dio, ma di aiutarci a incontrarlo".

Aiuto pratico per prepararsi a un tempo di preghiera

Attraverso semplici esercizi basati su:

  • la respirazione, 
  • l'accoglienza delle sensazioni corporee, 
  • la percezione dell'ambiente tramite i cinque sensi, 
  • il radicamento del corpo...

possiamo prenderci il tempo di staccare dalla frenesia della nostra giornata e dal tumulto dei nostri pensieri, di allontanarci un po' dalle nostre preoccupazioni, di tornare al momento presente e di prepararci ad accogliere pienamente ciò che ci attende.

Gli esercizi di Vittoz ci aiutano a rilassarci e a sciogliere le tensioni che ci impediscono di essere pienamente ricettivi, ma anche a concentrarci e ad agire consapevolmente, rendendoci pienamente disponibili a ciò che stiamo per vivere, a questo tempo speciale con Dio.

Prendersi qualche minuto per prepararsi alla preghiera, soprattutto quando sentiamo che è un po' difficile essere pienamente presenti, quando abbiamo appena vissuto una forte emozione o svolto un'altra attività, può essere un modo benefico per lasciare andare il sovrappiù e fare spazio a Dio.

Uno strumento per sviluppare l'attitudine alla contemplazione e alla preghiera

Consentendoci di migliorare la nostra capacità di concentrazione, ma anche di ascolto e di accoglienza di ciò che è, il metodo Vittoz ci permette di favorire una disposizione più globale alla meditazione.

Il dottor Vittoz, nelle sue Note e Pensieri, scrive: "Per poter diventare mistici, bisogna prima rendersi ricettivi, aprirsi per ricevere. Tuttavia, la nostra società attuale non ci aiuta necessariamente a coltivare questa ricettività: le stimolazioni provenienti da ogni parte ci affaticano e limitano la nostra capacità di attenzione, necessaria alla preghiera."

Gli esercizi di Vittoz, integrati nella nostra vita quotidiana, ci aiutano a riscoprire questo senso di unità tra corpo e mente, e la consapevolezza di sé (che non significa concentrarsi su se stessi), che apre la strada a un cammino interiore di ascolto di Dio.

"Mi sembra, quindi, che conservare le proprie forze per il Signore significhi unificare tutto il proprio essere mediante il silenzio interiore, raccogliere tutte le proprie forze per impiegarle nell’unica opera dell’amore… Un’anima che discute con se stessa … disperde le sue forze, perché non è completamente rivolta verso Dio" (Santa Elisabetta della Trinità).