Il pentimento nel processo di riconciliazione
Pentimento, rimpianti, rimorsi… Ecco ciò che abita un cuore contrito. Spesso associata alla confessione, attraverso l’atto di contrizione, la contrizione è uno stato d’animo essenziale nel processo di riconciliazione. Insieme al pentimento e alla penitenza, costituisce il punto di partenza di ogni conversione e di una trasformazione interiore volta a ristabilire il rapporto con se stessi, con gli altri e con Dio.
Sommaire
Che cos’è la contrizione?
Definizione della Chiesa cattolica
La Chiesa cattolica definisce la contrizione come un "termine teologico antico [che] di solito indica il rammarico per il peccato stesso. Non si tratta di un semplice rammarico o di un semplice rimorso, ma di pentimento, di conversione".
Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, si tratta del "dolore dell'animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire" (art. 1451).
La contrizione nella Bibbia
Etimologicamente, il termine "contrizione" deriva dal latino contritus, che significa "schiacciato". Ciò ci rimanda alle parole del Salmo 51 (50), attraverso le quali il re Davide esprime il proprio dolore e il proprio rammarico per aver peccato contro Dio: "Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi."
I richiami alla contrizione sono numerosi nella Bibbia. "Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male" (Gioele 2, 13).
Dio ama i cuori poveri e umili, che si riconoscono peccatori. A loro fa scoprire la Sua misericordia e il Suo amore infinito.
Un bellissimo esempio di contrizione nella Bibbia è la parabola del figliol prodigo raccontata da Gesù nel Vangelo di Luca. Questo racconto illustra il fatto che la contrizione implica effettivamente un ritorno, un cambiamento di vita.
(Leggi il racconto di questa parabola)
Le tappe della riconciliazione
La riconciliazione è un processo, un cammino sia nelle nostre relazioni umane che nel nostro rapporto con Dio. La contrizione ne è una delle tappe.
Il riconoscimento del peccato
La prima tappa consiste nel saper riconoscere la propria colpa. Si tratta di gettare uno sguardo obiettivo su noi stessi, sui nostri comportamenti, sulle nostre azioni, sui nostri pensieri e di saper riconoscere ciò che ha potuto ferire il nostro rapporto con gli altri, con noi stessi, con Dio. Al di là di un peccato ben identificato, è bene fare regolarmente un esercizio di rilettura della propria giornata per individuare ciò che ci ha allontanati da Dio. Senza senso di colpa, ma con onestà, perché, come dice san Giovanni nella sua prima lettera: "Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi." (1 Giovanni 1, 8)
La contrizione e il pentimento
Il secondo passo, dopo aver riconosciuto il proprio peccato, è pentirsene. Non si tratta semplicemente di accettare l’idea di aver peccato, ma di provarne il rimorso. Questa fase è importante affinché il resto del processo si svolga con sincerità, condizione essenziale per una vera riconciliazione. Se non proviamo questo rimorso, possiamo affidare la questione a Dio nella preghiera affinché il Suo Spirito ci aiuti a discernere se ci sia stato o meno un peccato e quale sia la sua natura.
La confessione
La confessione consiste nel riconoscere la propria colpa e nel pentirsi davanti a qualcuno: davanti a Dio (tramite un sacerdote nel sacramento della riconciliazione) e davanti alla persona offesa. È un atto di umiltà e di fiducia, poiché ci si presenta in uno stato di vulnerabilità. Ma è proprio questa vulnerabilità che ci permette di accogliere il perdono che guarisce e ristora. "Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti." (Giacomo 5, 16).
Per approfondire:
Quando confessarsi?
E come ci si confessa concretamente?
La richiesta di perdono
La confessione è accompagnata dalla richiesta di perdono. Questa richiesta esprime la volontà di riparazione e di riconciliazione. Come ogni richiesta, deve rispettare la libertà dell’altro. Se sappiamo che Dio è misericordia e che può perdonare tutto, dobbiamo accettare che la persona che abbiamo offeso possa aver bisogno di tempo per accogliere la nostra richiesta e poterci concedere il suo pieno perdono. A volte siamo noi ad aver bisogno di tempo per perdonare noi stessi.
Anche in questo caso, possiamo affidare al Signore le nostre richieste di perdono, così come la persona a cui le abbiamo rivolte.
Il perdono
Chiedere perdono significa anche accettare di concederlo a chi ci ha offeso. Se io stesso non so perdonare, non posso chiedere il perdono dell’altro. Questa reciprocità è ben espressa nella preghiera del Padre Nostro: "Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori".
Anche la Bibbia ci ricorda che non possiamo negare agli altri ciò che Dio stesso ci offre così generosamente, come in questo versetto di san Paolo nella Lettera agli Efesini: "Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo." (Efesini 4, 32) o nella parabola del servo spietato al capitolo 18 del Vangelo secondo Matteo.
Il ripristino del rapporto
Tutte queste fasi consentono di concedere e ricevere il perdono, permettendo così di ricucire il rapporto. Tuttavia, ciò non avviene sempre dall’oggi al domani. Richiede pazienza e perseveranza. Occorre impegnarsi per ristabilire la fiducia e la comunicazione.
È il momento di individuare anche quali siano le cattive abitudini da abbandonare e i comportamenti da modificare.
L’impegno a vivere in pace
L’intero processo porta i suoi frutti. Ci conduce verso relazioni più solide, una pace interiore più profonda, una vita più saldamente radicata in Gesù. Può anche essere l’occasione per una trasformazione interiore radicale, che cambia il nostro modo di vedere il mondo e di agire.
Che cos’è l’atto di contrizione?
L’atto di contrizione è il nome della preghiera che la persona che si confessa recita durante il sacramento della riconciliazione.
Ecco le parole:
"Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i Tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il Tuo santo aiuto di non offenderTi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato."