Che cos’è l’assoluzione?
Nella religione cattolica, l’assoluzione è l’atto con cui il confessore perdona i peccati al penitente. L’assoluzione viene concessa dal sacerdote al termine della confessione, detta anche sacramento della Riconciliazione; è uno dei sette sacramenti istituiti da Gesù Cristo come fondamenti della Chiesa.
Sommaire
Definizione e spiegazione dell’assoluzione
Definizione di assoluzione
In diritto, l’assoluzione costituisce l’atto di esentare l’autore di un reato da una sanzione penale.
Nel cattolicesimo, l’assoluzione indica l’atto con cui il sacerdote perdona i peccati. Più precisamente, il confessore "scioglie" ("absolvere" significa "sciogliere", "liberare") il penitente dai suoi peccati, in nome di Dio.
Spiegazione sull’assoluzione
Chiedere l’assoluzione significa chiedere al sacerdote di liberarci dalle nostre colpe; egli agisce allora in nome di Cristo, in persona Christi capitis.
A differenza dei peccati veniale, i peccati mortali sono quelli che comportano la morte dell’anima: impediscono all’anima di entrare in Paradiso dopo la morte, se non vengono rimessi dopo la morte (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1033). È quindi indispensabile ricorrere alla misericordia del Signore, che si concretizza nella confessione coronata dall’assoluzione. Va notato che Dio può tuttavia concedere la Sua misericordia al di fuori del sacramento della confessione in alcuni casi (come nella contrizione perfetta, o per coloro che non hanno accesso a un sacerdote).
Cosa significa l’assoluzione per i cattolici?
Origine dell’assoluzione nella fede cattolica
Il sacramento della Penitenza e l’assoluzione traggono origine dalle parole di Cristo a san Pietro: "A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (Mt 16, 19), e sono state conferite agli apostoli il giorno della Resurrezione: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". (Gv 20, 22-23).
Qual è la formula dell’assoluzione?
Dopo che il penitente ha confessato i propri peccati al sacerdote, egli stende le mani verso il penitente e pronuncia questa formula: "Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo."
Cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica riguardo all’assoluzione?
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma chiaramente: "La confessione individuale e completa, con la relativa assoluzione, resta l'unico modo ordinario grazie al quale i fedeli si riconciliano con Dio e con la Chiesa, a meno che un'impossibilità fisica o morale non li dispensi da una tale confessione. Ciò non è senza motivazioni profonde. Cristo agisce in ogni sacramento. Si rivolge personalmente a ciascun peccatore: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mc 2,5); è il medico che si china sui singoli malati che hanno bisogno di lui95 per guarirli; li rialza e li reintegra nella comunione fraterna. La confessione personale è quindi la forma più significativa della riconciliazione con Dio e con la Chiesa." (n. 1484).