Il segreto della confessione: il sacerdote può rivelare c...

Il segreto della confessione è un elemento essenziale del sacramento della Riconciliazione, detto anche “sigillo sacramentale”. Può capitare che alcuni cattolici si chiedano se il sacerdote possa ripetere ciò che è stato detto in confessione o rivelarne il contenuto al di fuori del sacramento. Questa preoccupazione può talvolta frenare il percorso di confessione e riconciliazione, per paura che ciò che è stato detto venga trasmesso ad altre persone o esca dall’ambito del sacramento. Tuttavia, la Chiesa cattolica è molto chiara: tutto ciò che viene detto in confessione è protetto da un segreto assoluto, chiamato sigillo sacramentale, o  segreto della confessione. Scopri con Hozana cosa c’è da sapere sul segreto della confessione.

Che cos’è il segreto della confessione?

Quando un penitente si confessa, il sacerdote è vincolato dal segreto della confessione, detto anche segreto sacramentaleCiò significa che gli è assolutamente vietato rivelare ciò che ha udito, a prescindere dalle circostanze.

Non può quindi in nessun caso parlarne né rivelarne il contenuto:

  • alla tua famiglia,

  • ai tuoi amici,

  • a un altro sacerdote o a qualsiasi autorità esterna,

  • né utilizzarlo contro di te in seguito.

Il segreto della confessione è quindi totale, assoluto e inviolabile secondo il diritto della Chiesa cattolica.

Perché il segreto della confessione è assoluto?

Il segreto della confessione è assoluto, proprio come è assoluta la misericordia di Dio.

Un penitente non può mai essere denunciato né identificato sulla base di quanto è stato ascoltato in confessione, poiché ciò che egli confida nel sacramento della riconciliazione non appartiene al sacerdote (confessore), ma a Dio.

Il segreto della confessione spetta quindi a Dio, e il sacerdote non può farne nulla.

Cosa rischia un sacerdote se viola il segreto della confessione?

Se un sacerdote viola il segreto della confessione, incorre nella scomunica secondo il Codice di diritto canonico:

"Il confessore che viola direttamente il sigillo sacramentale incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; chi poi lo fa solo indirettamente sia punito proporzionalmente alla gravità del delitto." (Can. 1386 §1)

Il Codice di diritto canonico aggiunge che "Il sigillo sacramentale è inviolabile; pertanto non è assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per qualsiasi causa." (Can. 983 §1)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al paragrafo 1467, precisa: "Data la delicatezza e la grandezza di questo ministero e il rispetto dovuto alle persone, la Chiesa dichiara che ogni sacerdote che ascolta le confessioni è obbligato, sotto pene molto severe, a mantenere un segreto assoluto riguardo ai peccati che i suoi penitenti gli hanno confessato. Non gli è lecito parlare neppure di quanto viene a conoscere, attraverso la confessione, della vita dei penitenti. Questo segreto, che non ammette eccezioni, si chiama il "sigillo sacramentale", poiché ciò che il penitente ha manifestato al sacerdote rimane "sigillato" dal sacramento."

Puoi quindi confessarti con la certezza che ciò che dirai in confessione rimarrà per sempre tra Dio, il sacerdote e te.

Esistono eccezioni al segreto confessionale?

No, non vi è alcuna eccezione. Il segreto della confessione è assolutamente assoluto, anche nei casi di peccati gravi o di crimini molto gravi. Il sacerdote non può rivelare nulla di quanto gli viene confidato nell’ambito del sacramento della riconciliazione. Tuttavia, il sacerdote può invitare il penitente a:

  • Denunciarsi alle autorità competenti, se del caso

  • Riparare al male commesso

Ma il sacerdote non può mai tradire il segreto.

Fonti

1 https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/cic_index_it.html
2 https://www.vatican.va/archive/catechism_it/index_it.htm