Le grandi domande sulla fede cristiana
Che cos’è la fede? Cosa significa avere la fede? Come si fa ad averla? La fede nella Chiesa: in cosa significa credere? In chi? Le domande sulla fede cattolica sono numerose e complesse. La Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica e altri documenti del Magistero (gli scritti dei vescovi) possono aiutarci a trovare delle risposte sulla fede.
Vediamo quindi ora alcune domande sulla fede partendo da alcuni spunti tratti dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
Sommaire
Quali sono i fondamenti della fede cattolica?
I fondamenti della fede possono essere riassunti nella Professione di fede battesimale, nel Credo niceno-costantinopolitano e nel Credo degli Apostoli. Ciascuno di essi illustra a modo suo i fondamenti della fede.
(Trova il Credo degli Apostoli e il Credo di Nicea-Costantinopoli in questo altro articolo.)
Possiamo inoltre aggiungere che:
- Cristo è il Mediatore e la Pienezza di tutta la Rivelazione (Concilio Vaticano II, Dei Verbum 2) e che "non è da aspettarsi alcun'altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo" (n.66)
- "La fede è innanzi tutto una adesione personale dell’uomo a Dio" (n. 150). In questa stessa ottica, si può citare l’enciclica Deus caritas est, di Papa Benedetto XVI, che afferma: "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva."
Per approfondire i fondamenti della fede, potete fare riferimento alla Prima parte del Catechismo della Chiesa Cattolica, intitolata "La professione della fede".
Alcune domande su Dio
Quando ci si pone domande sulla fede, sorgono automaticamente domande su Dio.
Si può dimostrare l’esistenza di Dio con l’intelletto?
Possiamo trovare delle risposte nel primo capitolo della Prima parte del Catechismo della Chiesa Cattolica, ai numeri da 31 a 38.
Il numero 31 mostra che l’uomo che cerca Dio scopre alcune "vie" per accedere alla conoscenza di Dio. Queste vie sono anche chiamate "prove dell’esistenza di Dio".
Il numero successivo, il 32, mostra che a partire dal mondo è possibile conoscere Dio come origine e fine dell’universo: "Partendo dal movimento e dal divenire, dalla contingenza, dall’ordine e dalla bellezza del mondo si può giungere a conoscere Dio come origine e fine dell’universo."
Riprendendo la Costituzione dogmatica sulla Rivelazione divina del Concilio Vaticano II, la Chiesa mostra che Dio può essere conosciuto con certezza alla luce della ragione. Questo è l’oggetto del numero 36 del Catechismo: "La santa Chiesa, nostra Madre, sostiene e insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza con il lume naturale della ragione umana partendo dalle cose create."
Approfondiamo altri punti:
- Ci sono anche filosofi che hanno cercato di fornire argomenti a favore dell’esistenza di Dio: pensiamo a Platone, Aristotele, Cartesio, ecc.
- L’enciclica Fides et Ratio illustra il rapporto tra fede e ragione
- Si assiste a un fiorire dell’apologetica, che è una branca della teologia, il cui scopo è dimostrare che è ragionevole credere nella Rivelazione divina, fondamento della fede cristiana
- Pubblicazione di opere di apologetica, come Dio, la scienza, le prove (Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnassies).
Gesù è davvero Dio?
L’arianesimo è un’eresia che rifiutava di credere che Cristo avesse la stessa sostanza del Padre. Il Primo Concilio di Nicea del 325 dimostrò che il Padre e il Figlio sono lo stesso Dio.
I numeri da 464 a 469 del Catechismo confermano che "Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo" (n. 464). E il numero 469 aggiunge che "La Chiesa così confessa che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d’essere Dio, nostro Signore."
Che cos’è la Trinità?
La Trinità è trattata in particolare nei numeri da 249 a 267 del Catechismo.
Classificata come dogma, la Trinità è Una: "Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone." (n. 253).
La Trinità è presentata come "l’insegnamento fondamentale ed essenziale nella "gerarchia delle verità" di fede", ci ricorda il numero 234 del Catechismo.
Questo numero aggiunge che "tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato".
Infine, il numero 266 chiarisce a cosa ci invita la fede cattolica: "La fede cattolica consiste nel venerare un Dio solo nella Trinità, e la Trinità nell’Unità, senza confusione di Persone né separazione della sostanza: altra infatti è la Persona del Padre, altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito Santo; ma unica è la divinità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, uguale la gloria, coeterna la maestà."
Se Dio esiste, perché esiste il male?
Diversi numeri del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla Provvidenza e sullo "scandalo del male" forniscono alcuni elementi di risposta. Si tratta in particolare dei numeri da 309 a 324.
Il numero 311 ricorda che gli uomini procedono per libera scelta e che quindi possono "deviare". Inoltre, si ricorda anche che "Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale."
L’esistenza del male può trovare una spiegazione anche nel numero 324: "La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna."
Domande sulla vita dopo la morte
Ci poniamo numerose domande sulla vita dopo la morte. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci chiarisce questi diversi concetti che possono risultare molto difficili da comprendere. Troviamo questo concetto alla fine della Prima parte del Catechismo, nell’articolo 12 intitolato "Credo la vita eterna".
Il giudizio particolare
Il giudizio particolare viene trattato nei numeri da 1021 a 1022. Il numero 1022 spiega che "Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre."
Una nota alla fine del paragrafo riporta la famosa citazione di Giovanni della Croce : "Alla sera della nostra vita, saremo giudicati sull’amore".
Il paradiso
Ciò che viene chiamato Paradiso è indicato nel Catechismo con il nome di "cielo". Il Catechismo descrive il Cielo come "il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva" (n. 1024).
Il Cielo viene trattato in particolare nei numeri da 1023 a 1029.
Il Purgatorio
Il Purgatorio, chiamato anche purificazione finale, indica la "purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati" (n. 1031).
Il n. 1030 del Catechismo ci dice: "Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo."
Si fa menzione del Purgatorio nei numeri da 1030 a 1032.
L’inferno
L'inferno è una realtà. La Chiesa afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità al numero 1035 del Catechismo: "La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. [...] La pena principale dell’inferno consistenella separazione eterna da Dio."
L’inferno viene trattato in particolare nei numeri da 1033 a 1037 del Catechismo.
Il Giudizio Universale
Il Giudizio Universale viene trattato nei numeri da 1038 a 1041.
Possiamo trarne diverse conclusioni, come ad esempio che:
- "La risurrezione di tutti i morti precederà il giudizio finale." (n. 1038)
- "Davanti a Cristo che è la verità sarà definitivamente messa a nudo la verità sul rapporto di ogni uomo con Dio.634 Il giudizio finale manifesterà, fino alle sue ultime conseguenze, il bene che ognuno avrà compiuto o avrà omesso di compiere durante la sua vita terrena." (n. 1039)
- "Il giudizio finale avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo. Soltanto il Padre ne conosce l’ora e il giorno, egli solo decide circa la sua venuta." (n. 1040)