La vita cristiana: domande e risposte
La vita cristiana non si riduce a pratiche religiose o a regole morali. È innanzitutto un incontro personale con Cristo, che trasforma tutta la nostra vita.
Ma concretamente:
- Che cos’è la vita cristiana?
- Quali sono i suoi fondamenti?
- Come viverla nella quotidianità?
Con questo articolo di Hozana, scopri i fondamenti della vita cristiana, alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica, e alcuni spunti concreti per crescere nella fede.
Sommaire
Quali sono i fondamenti della vita cristiana?
L’incontro personale con Cristo
La vita cristiana ci invita all’incontro personale con Cristo. Come ci spiega il Catechismo: "L'uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità." (n. 45)
Questo incontro con Dio dà senso all’intera vita umana e si ricollega alla domanda sul senso della vita: perché sono qui e a cosa sono chiamato?
Buono a sapersi : partecipare a un ritiro spirituale è un ottimo modo per vivere o rinnovare l’incontro personale con Cristo.
L’Eucaristia: fonte e culmine della vita cristiana
La vita cristiana pone l’accento sulla partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa, in particolare all’Eucaristia, che è "fonte e culmine di tutta la vita cristiana" (n. 1324).
La partecipazione domenicale all’Eucaristia implica, in linea di principio, per ogni battezzato, l’appartenenza alla parrocchia più vicina al proprio domicilio.
L’adesione alla fede della Chiesa
La vita cristiana presuppone l’adesione alla fede della Chiesa, in particolare a tutto ciò che è contenuto nel Credo. A tal fine, il mistero della Santissima Trinità è "l’insegnamento fondamentale ed essenziale nella "gerarchia delle verità" di fede." (n. 234).
Il n. 259 aggiunge inoltre che "tutta la vita cristiana è comunione con ognuna delle Persone divine, senza in alcun modo separarle." (n. 259).
Infine, l’adesione alla fede della Chiesa si inserisce anche in un quadro concreto di norme e di vita ecclesiale. A tal fine, il Codice di diritto canonico precisa le norme che regolano la vita della Chiesa e del Popolo di Dio.
Il perdono: culmine della vita cristiana
La preghiera del Padre Nostro implica il perdono: "Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori".
Il Catechismo della Chiesa Cattolica precisa: "Il perdono è la condizione fondamentale della Riconciliazione dei figli di Dio con il loro Padre e degli uomini tra loro." (n. 2844).
La croce, parte integrante della vita cristiana
La croce è inevitabile per ogni battezzato: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua." (Matteo 16,24).
Seguire Cristo implica talvolta accettare difficoltà, prove o rinunce legate alla lotta spirituale e alla lotta contro il male.
Quali sono le tappe della vita cristiana?
Le tappe fondamentali della vita cristiana affondano le loro radici nei sacramenti, che accompagnano il credente lungo tutto il suo cammino di fede. Si distinguono innanzitutto i sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, primo sacramento che fa entrare nella vita di Dio, la Cresima che rafforza la fede e l’Eucaristia.
Seguono poi i sacramenti di guarigione, con il sacramento della Riconciliazione, che ristabilisce la comunione con Dio, e il sacramento degli infermi, che porta conforto e forza nelle prove. Infine, i sacramenti del servizio alla comunione accompagnano i grandi stati di vita: il matrimonio e il sacramento dell’Ordine.
Come vivere la vita cristiana nella quotidianità?
La vita cristiana non si vive solo nelle idee o nelle conoscenze teologiche: si incarna in scelte concrete e ponderate.
Pregare ogni giorno
La preghiera fa parte della vita cristiana e rientra nella vocazione di ogni battezzato. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che: "Dio instancabilmente chiama ogni persona all’incontro misterioso con lui. La preghiera accompagna tutta la storia della salvezza come un appello reciproco tra Dio e l’uomo." (n. 2591).
Partecipare alla Messa e alla vita parrocchiale
L’Eucaristia è "fonte e culmine di tutta la vita cristiana" (n. 1324). Essa permette di ricevere Cristo realmente presente nell’Eucaristia e di vivere in comunione con la Chiesa. La partecipazione regolare alla Messa si inserisce anche nel contesto di una parrocchia, che è il luogo ordinario della vita cristiana.
Formarsi e nutrire la propria fede
Crescere nella vita cristiana come cristiani richiede una formazione che dura tutta la vita. Oggi si parla infatti di "catechesi per tutte le età della vita", poiché la fede non è mai acquisita una volta per tutte: si nutre e si sviluppa.
Ciò può avvenire in particolare attraverso:
- La lettura regolare e continua della Bibbia
- Una formazione teologica o su alcuni punti del Catechismo della Chiesa Cattolica
- Momenti di formazione, catechesi o condivisione nella comunità ecclesiale
- Percorsi spirituali che consentono di approfondire il proprio rapporto con Dio
Ciò può avvenire anche attraverso l’impegno in movimenti e comunità cattoliche, che strutturano la vita dei laici e consentono di vivere la fede in modo concreto, comunitario e missionario.
Vivere il proprio sacerdozio battesimale nella vita quotidiana
La vita cristiana passa anche attraverso l’esercizio del sacerdozio battesimale ricevuto al momento del battesimo.
Esso si distingue dal sacerdozio ministeriale, esercitato da diaconi, sacerdoti e vescovi.
Il sacerdozio battesimale riguarda tutti i fedeli e si vive attraverso tre dimensioni:
- Sacerdote: offrire la propria vita a Dio, pregare, partecipare alla liturgia
- Profeta: annunciare il Vangelo, testimoniare la fede, denunciare le ingiustizie
- Re: la capacità di servire
Vivere la carità e la castità
La vita cristiana si traduce in atti di carità e castità.
Ciò implica, ad esempio:
- La carità verso gli altri
- Il servizio ai più deboli
- La capacità di perdonare
Ogni battezzato è chiamato a vivere la carità, amando in particolare il prossimo come se stesso, alla maniera di Cristo.
Allo stesso modo, un altro modo di vivere e di ordinare le proprie relazioni nella carità è quello di vivere la castità. Che si sia sposati, celibi, sacerdoti o religiosi, essa riguarda tutti gli stati di vita.
Testimoniare ed evangelizzare
La vita cristiana è necessariamente missionaria. In virtù del proprio incarico di profeta, ogni battezzato è chiamato ad annunciare il Vangelo nella propria vita quotidiana.
Ciò avviene in particolare attraverso:
- Atti concreti di carità
- La testimonianza di vita con le parole e con i fatti
- L’annuncio esplicito del kerigma
Come crescere e progredire nella vita cristiana?
Praticare le virtù
La vita cristiana ci invita a praticare le virtù, ovvero a predisporci interiormente a fare il bene e a condurre una vita moralmente retta. Le virtù sono sette, suddivise in due categorie:
- Le virtù teologali: fede, speranza, carità
- Le virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza
Vivere le Beatitudini: il cammino della vita cristiana
Le beatitudini occupano un posto centrale nella vita cristiana. Esse descrivono il volto di Gesù e la Sua carità, e rivelano così un cammino di povertà di cuore, una chiamata alla mitezza e alla giustizia, nonché la consolazione e la pace promesse a coloro che seguono Cristo. Sono un vero e proprio programma di vita cristiana.
Rispondere alla chiamata universale alla santità
Essere cristiani significa rispondere alla chiamata universale alla santità. Questa chiamata è ribadita nel Catechismo: "Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità. Tutti sono chiamati alla santità: "Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste." (Mt 5,48)" (n. 2013). Alcuni vivono questa chiamata alla santità nell’ambito del sacramento del matrimonio, altri scegliendo la vita religiosa, altri ancora diventando sacerdoti.
Per approfondire, scopri la nostra guida ai santi.
Educare e formare la propria coscienza morale
La vita cristiana è anche un cammino per "valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza" (n. 1798), un’educazione che è "un compito da tutta la vita" (n. 1784). Formando e illuminando la propria coscienza, un cristiano può compiere scelte libere e responsabili alla luce di Dio.
Ciò riguarda sia le decisioni importanti che quelle più piccole: come vivere la castità nella mia vita quotidiana, quale posto dare a Internet nella mia vita cristiana, come vivere la fede sul posto di lavoro, come trasmettere la fede ai bambini, altre scelte più personali come la questione di un eventuale tatuaggio, senza dimenticare le questioni di coscienza morale come il rapporto tra fede cristiana e voto o la responsabilità del cristiano nella società.
Formare la propria coscienza non consiste solo nel distinguere ciò che è "permesso o proibito", ma nell’entrare in una morale della felicità, in cui ciascuno è chiamato a compiere scelte libere, responsabili e illuminate alla luce di Dio.
Fare buon uso della propria libertà
La vita cristiana richiede in particolare di fare buon uso della libertà. Definita come "il potere di agire o di non agire e di porre così da se stessi azioni libere", essa "raggiunge la perfezione del suo atto quando è ordinata a Dio, Bene supremo" (n. 1744)
Tuttavia, la libertà può diminuire la responsabilità di un’azione a causa "dall'ignoranza, dalla violenza, dal timore e da altri fattori psichici o sociali." (n. 1746). Fare buon uso della libertà implica un buon discernimento spirituale.
Cosa è contrario alla vita cristiana?
Il voler vivere senza Dio, il peccato (che significa "mancare il bersaglio"), la bestemmia, le forme di divinazione e lo spiritismo vanno contro la vocazione dell’uomo.
Voler vivere senza Dio
Poiché l’uomo è "creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità" (n. 45), possiamo dire che voler vivere senza Dio va contro la vocazione dell’uomo, "che è per natura e per vocazione un essere religioso" (n. 44). Ciò che va quindi contro la vocazione dell’uomo è il fatto di voler vivere senza Dio; motivo per cui i 10 comandamenti sono spesso visti come cartelli indicatori per aiutare l’uomo a vivere ciò a cui è chiamato.
Il peccato
Il peccato allontana da Dio, quindi va contro la vocazione dell’uomo, anche se ogni uomo è peccatore. Tuttavia, vi sono peccati che vanno maggiormente contro la vocazione dell’uomo: sono quelli che si possono definire mortali, in contrapposizione ai peccati veniali. Il numero 1855 del Catechismo spiega che il peccato mortale allontana l’uomo da Dio attraverso una grave infrazione: "Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore." (n. 1855).
La massoneria
La Chiesa cattolica insegna che l’adesione alla massoneria è incompatibile con la fede cristiana, a causa di principi considerati contrari alla rivelazione cristiana e alla fede in Gesù Cristo. Questa posizione è stata ribadita dal Magistero in diverse occasioni, in particolare in una dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicata nel novembre 1983, che conferma l’incompatibilità tra la fede cristiana e la massoneria.
Le forme di divinazione
Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega al numero 2116 che "Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che "svelino" l’avvenire."
Tra le forme di divinazione da respingere, questo numero menziona:
- La consultazione degli oroscopi
- L’astrologia
- La chiromanzia
- L’interpretazione dei presagi e delle sorti
- I fenomeni di veggenza
- Il ricorso ai medium