25 paragrafi essenziali del Catechismo della Chiesa Cattolica
Pubblicato nel 1992, il Catechismo della Chiesa Cattolica è un’opera di riferimento unica nel suo genere che sintetizza la fede, l’insegnamento e la morale della Chiesa Cattolica. È composto da 2865 paragrafi, e Hozana ti propone in questo articolo di scoprirne venticinque che possono trasformare la tua vita.
Scopri come utilizzare il Catechismo della Chiesa Cattolica per approfondire la tua comprensione della dottrina della Chiesa. Al termine di questa lettura, ti invitiamo a consultare i nostri altri articoli sull’argomento.
Sommaire
Su Dio e la Santissima Trinità
"Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l'insegnamento fondamentale ed essenziale nella "gerarchia delle verità" di fede." (n. 234)
"Dio si è rivelato pienamente mandando il suo proprio Figlio, nel quale ha stabilito la sua Alleanza per sempre. Egli è la Parola definitiva del Padre, così che, dopo di lui, non vi sarà più un'altra rivelazione." (n. 73)
Sulla risurrezione
"La risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del mistero pasquale insieme con la croce." (n. 638)
"La "risurrezione della carne" significa che, dopo la morte, non ci sarà soltanto la vita dell’anima immortale, ma che anche i nostri "corpi mortali" (Rm 8,11) riprenderanno vita." (n. 990)
Su Satana
"Il male non è un’astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l’angelo che si oppone a Dio." (n. 2851)
Sulla vita dopo la morte
Sulla morte
"La morte è la fine del pellegrinaggio terreno dell’uomo, è la fine del tempo della grazia e della misericordia che Dio gli offre per realizzare la sua vita terrena secondo il disegno divino e per decidere il suo destino ultimo. Quando è "finito l’unico corso della nostra vita terrena" noi non ritorneremo più a vivere altre vite terrene. "È stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta" (Eb 9,27). Non c’è "reincarnazione" dopo la morte." (n. 1013)
Sul giudizio particolare
"Ogni uomo riceve nella sua anima immortale la propria retribuzione eterna fin dalla sua morte, in un giudizio particolare ad opera di Cristo, giudice dei vivi e dei morti." (n. 1051)
Sul purgatorio
"Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo." (n. 1030)
Sui sacramenti
Sul Cielo (o Paradiso)
"Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono "così come egli è" (1 Gv 3,2), "a faccia a faccia" (1 Cor 13,12)." (n. 1023)
Sull’inferno
"Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, "il fuoco eterno"." (n. 1035)
Sui sacramenti
"Per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza." (n. 1129)
Sul battesimo
"Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l’uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo." (n. 1279)
Sull’Eucaristia
"L’Eucaristia è "fonte e culmine di tutta la vita cristiana"." (n. 1324)
Sulla riconciliazione
Secondo il precetto della Chiesa, ogni fedele che abbia raggiunto l’età della ragione deve confessare almeno una volta all’anno i peccati gravi di cui è consapevole. "Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione." (n. 1457)
Sulla preghiera
"La preghiera è una lotta. Contro chi? Contro noi stessi e contro le astuzie del tentatore che fa di tutto per distogliere l’uomo dalla preghiera, dall’unione con il suo Dio. Si prega come si vive, perché si vive come si prega." (n. 2725)
"La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e l’uomo in Cristo. È azione di Dio e dell’uomo; sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo." (n. 2564)
Sul perdono
"La preghiera cristiana arriva fino al perdono dei nemici. [...] Il perdono è la condizione fondamentale della Riconciliazione dei figli di Dio con il loro Padre e degli uomini tra loro." (n. 2844)
Sul peccato
"Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: "È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso." (n. 1857)
"Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso." (n. 1862)
Sulla speranza
"La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo." (n. 1817)
Sulla vocazione dell’uomo
"L'uomo è per natura e per vocazione un essere religioso. Poiché viene da Dio e va a Dio, l'uomo non vive una vita pienamente umana, se non vive liberamente il suo rapporto con Dio." (n. 44)
"L'uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità." (n. 45)
Sulla vita cristiana
Sulla libertà
"Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c’è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato." (n. 1733)
Sulla coscienza
"Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore [...]. L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore [...]. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria." (n. 1776)
Sull’evangelizzazione
"Grazie alla loro missione profetica, "i laici sono chiamati anche ad essere testimoni di Cristo in mezzo a tutti, e cioè pure in mezzo alla società umana"." (n. 942)